Pirtûkxaneya dîjîtal a kurdî (BNK)
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La Questione Kurda


Weşan : Franco Angeli Tarîx & Cîh : 2001, Milano
Pêşgotin : Rûpel : 168
Wergêr : ISBN : 88-464-3155-3
Ziman : ÎtalîEbad : 160x230 mm
Hejmara FIKP : Liv. Ita. Mar. Que N° 7501Mijar : Siyaset

La Questione Kurda

La Questione Kurda

Stefania Marzocchi,
Rodolfo Ragionieri,
Carlo Simon-Belli

Franco Angeli

Il problema del popolo kurdo ha attratto a lungo soltanto l’interesse di studiosi specializzati, o di militanti che si erano appassionati alla causa di questo popolo. La questione emerge alla ribalta internazionale in modo prepotente durante l’ultimo anno della guerra Iran-Iraq, a causa dell’uso massiccio di armi chimiche da parte dell’Iraq contro la popolazione kurda. Il dramma della regione kurda inizia però molto prima, con lo sviluppo del nazionalismo e la nascita degli Stati moderni nel Medioriente e per il fallimento del progetto di fondare uno Stato kurdo. Lo scopo di questo studio è duplice. Vengono in primo luogo inquadrate le vicende del popolo kurdo nelle loro molteplici dimensioni. Successivamente, viene analizzato il conflitto come si è sviluppato negli anni Novanta, nella sua dimensione locale, regionale e internazionale. A partire da queste riflessioni, vengono, quindi, delineati diversi scenari previsionali, che permettono infine di formulare delle valutazioni sulle politiche che attori esterni come l’Unione Europea e l’Italia potrebbero adottare con riferimento ail’area in oggetto.
Il Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) è l’organismo che gestisce, nell’ambito e per conto del Ministero della Difesa, la ricerca su temi di carattere strategico. Fondato nel 1987 con Decreto del Ministro della Difesa, il CeMiSS svolge la propria opera avvalendosi di esperti civili e militari, italiani ed esteri.

Stefania Marzocchi, laureata in lingue e letterature, lavora come ricercatrice e bibliotecaria presso il Centro Studi Amilcar Cabrai di Bologna, specializzato su Asia, Africa e America Latina.
Rodolfo Ragionieri è ricercatore presso il Dipartimento di Scienza della Politica e Sociologia dell’Università di Firenze, nonché presidente del Forum per i problemi della pace e della guerra. È autore del volume II Golfo delle guerre (ECP, Firenze 1991) e ha curato, con Furio Cerutti, Identity and Conflicts: The Mediterranean (Macmillan, Basingstoke 2001).
Carlo Simon-Belli: professóre a contratto in Relazioni internazionali presso l’Università per Stranieri di Perugia; è inoltre dottorando di ricerca in Relazioni internazionali presso l’Università di Catania e col- labora attivamente con il Dipartimento di Scienza della Politica e Sociologia dell’Università di Firenze, nonché con Istituti di ricerca quali il CEMISS e I’ISPRI. (ksb@unifi.it


Indice

Presentazione Pag / 9
Introduzione, di Rodolfo Ragionieri / 11

1. I Kurdi: identità nazionale ed immaginari politici, di Stefania Marzocchi / 17
1.1. Mitologia e nazionalismo / 17
1.2. Aspetti religiosi / 20
1.2.1. Islam sunnita e sufismo / 20
1.2.2. Shi’iti e‘Alawi / 24
1.2.3. Yezidi / 24
1.2.4. Ahl-iHaqq / 25
1.2.5. Ebrei / 25
1.2.6. Cristiani / 26
1.3. Aspetti linguistici / 26
1.3.1. Lingue kurde, lingua kurda / 26
1.3.2. Uso della lingua kurda / 27
1.4. Le condizioni di vita dei Kurdi in un breve profilo storico / 29
1.4.1. I Kurdi dall’antichità al nazionalismo / 29
1.4.2. I Kurdi in Turchia / 31
1.4.3. I Kurdi in Iraq / 37
1.4.4. Le elezioni kurde / 41
1.4.5. La ripresa delle ostilità / 42
1.4.6. Gli accordi di Washington / 43
1.4.7. I Kurdi in Iran / 44
1.4.8. I Kurdi in Siria e in Libano / 46
1.4.9. I Kurdi in ex Unione Sovietica / 48
1.4.10. La diaspora / 48
1.4.11.1 rapporti tra il PKE e gli altri partiti politici / 53

2. La dimensione internazionale di un conflitto, di Rodolfo Ragionieri / 54
2.1. Il complesso di sicurezza mediorientale / 54
2.2. Stati e politiche estere / 57
2.2.1. Politica estera, Stato, identità / 57
2.2.2. Turchia / 61
2.2.3. Iraq / 63
2.2.4. Iran / 65
2.2.5. Siria / 66
2.3. La questione kurda nei rapporti regionali / 66
2.3.1. Relazioni multilaterali / 67
2.3.2. Il mondo arabo e la questione kurda / 69
2.3.3. Le relazioni turco-siriane / 70 
2.3.4. Le relazioni turco-irachene / 71 
2.3.5. Le relazioni iraniano-irachene / 72 
2.3.6. Le relazioni turco-iraniane / 73
2.3.7. I conflitti nel Caucaso e le minoranze kurde / 75
2.3.8. Israele e i Kurdi: dall’arma anti-araba alla
cooperazione di sicurezza turco-israeliana / 77
2.3.9. Grecia e Turchia / 78
2.3.10. Un tentativo di conclusione / 79
2.4. Dimensioni intemazionali del conflitto / 79
2.4.1. Turchia, Europa e questione kurda / 80
2.4.2. Il caso Öcalan / 86
2.4.3. La trattativa euro-turca: prospettive e riflessioni / 88
2.4.4. Le Nazioni Unite e la risoluzione 688 / 91
2.4.5. Gli Stati Uniti e il problema kurdo / 92

3. Analisi sistemica dei conflitti a lunga durata: scenari e strategie,
di Carlo Simon-Belli / 95
3.1. Conflitti di lunga durata e ruolo degli shocks sistemici nel caso kurdo / 96
3.2. Elementi cardinali del conflitto / 105 
3.3. Un approccio sistemico alla questione kurda:
scenari, livelli di conflittualità e ipotesi di soluzione / 107
3.4. Attori, obiettivi, strategie ed effetti retroattivi nel
Kurdistan iracheno: ipotesi sugli scenari pag / 110
3.5. Attori, obiettivi, strategie ed effetti retroattivi nel Kurdistan turco:
per una misura della conflittualità sistemica / 121
3.6. Ipotesi di intervento strategico / 129

Conclusioni, di Rodolfo Ragionieri / 134

Carte geografiche / 138

Appendice. Selezione di siti Internet riguardanti i Kurdi / 145

Glossario / 149

Sigle / 150

Bibliografia / 151

Abstract / 158


PRESENTAZIONE

Nel quadro sempre più complesso delle relazioni intemazionali, come la situazione in Kosovo ha ampiamente dimostrato, il “problema delle minoranze” è un tema estremamente delicato che interessa direttamente o indirettamente tutti gli stati che compongono la cosiddetta Comunità Intemazionale, sia per i rapporti interni e per i rapporti tra stati confinanti, sia, infine, per l’individuazione di soluzioni politiche e di metodi atti a superare situazioni conflittuali.

In questo quadro, nel 1999 il CeMiSS ha ritenuto di estremo interesse promuovere una ricerca sul problema kurdo, non solo per le vicissitudini portate alla ribalta dal caso Òcalan o per i massicci flussi migratori della popolazione di etnia kurda, ma anche per le particolari connotazioni di un problema così attuale che, in prospettiva, potrebbero in qualche modo incidere sulle relazioni tra alcuni paesi europei ed estraeuropei, oltre a ripercuotersi anche sui rapporti tra questi e le organizzazioni internazionali.

Il rapporto della ricerca, effettuata sotto la direzione del Dott. Rodolfo Ragionieri, si è rivelato di notevole interesse scientifico e potrà fornire utili spunti di riflessione anche per ulteriori analisi da parte di studiosi ed esperti e di altri centri di ricerca.

Come da consolidata policy, questo volume, che testimonia l’apertura e la molteplicità delle risorse culturali valorizzate dal CeMiSS, non riporta valutazioni della Difesa o di altri organi istituzionali, ma esprime unicamente il pensiero del Direttore della ricerca e dei suoi collaboratori ai quali va l’apprezzamento per aver sviluppato un tema così delicato con rigore e ricchezza di documentazione.

Il Direttore del CeMiSS

Introduzione

di Rodolfo Ragionieri

Il problema del popolo kurdo ha attratto a lungo soltanto l’interesse di studiosi specializzati, o di militanti che si erano appassionati alla causa del popolo kurdo. Anche la rilevanza associata nella politica intemazionale a questa vicenda è stata a lungo dello stesso tenore: soltanto pochi paesi oltre a quelli direttamente coinvolti nella questione kurda erano portati a interessarsene, spesso per calcoli di breve periodo o per utilizzare le organizzazioni kurde contro i rispettivi governi.

Al di là, dunque, di effimeri interessi, la questione kurda è emersa alla ribalta intemazionale in modo prepotente durante l’ultimo anno della Prima Guerra del Golfo, o guerra Iran-Iraq, con l’uso massiccio di armi chimiche da parte dell’Iraq contro la popolazione kurda. Il simbolo di questo massacro fu la città di Halabja, in cui migliaia di persone morirono, uccise dai gas nervini.

Il dramma del Kurdistan è iniziato però molto prima, con lo sviluppo del nazionalismo e degli Stati moderni nel Medio Oriente. Infatti i Kurdi hanno visto il nascere di un movimento nazionale che però è stato finora, a differenza di quanto è avvenuto per altre popolazioni, totalmente frustrato. Tale sfortunata particolarità, che contrasta drammaticamente con la ricchezza di risorse del territorio del «Kurdistan/ 75 , è la nota che caratterizza la storia di quest’area dalla nascita dei primi movimenti nazionalisti fino ad oggi.

Lo scopo di questo studio è duplice. Da una parte vogliamo infatti in¬quadrare le vicende del popolo kurdo nelle loro molteplici dimensioni, cul¬turali e politiche da una parte, locali, regionali e internazionali dall’altra. Dall’altra vogliamo invece delineare un quadro entro il quale formulare pre¬visioni e, se possibile, raccomandazioni sulla politica che attori esterni co¬me l’Italia e l’Unione Europea dovrebbero seguire.

Il quadro storico e concettuale nel quale inserire il conflitto nel «Kurdistan” non è difficile da identificare: il processo di decadenza e caduta dell’Impero ottomano, prima, e successivamente la nascita di Stati moderni nel Medio Oriente, con la conseguente importazione delle strutture territoriali che caratterizzano la modernità occidentale (Badie 1992). La radice dei conflitti in quest’area è dunque da ricercare nel processo di formazione degli Stati territoriali, che è iniziato nel Medio Oriente nel corso del xix secolo, ma ha assunto i connotati spaziali, demografici e istituzionali attuali attraverso decenni difficili che sono iniziati con la Prima Guerra Mondiale e sono (per ora) terminati con la disintegrazione dell’Unione Sovietica e la formazione delle repubbliche transcaucasiche e centro-asiatiche.

Anche se il grande problema del rapporto tra società islamiche e modernità aveva iniziato a investire l’Oriente tra Mediterraneo, Caucaso e Golfo Persico fin dalla spedizione napoleonica in Egitto, o addirittura dalle prime sconfitte ottomane tra la fine del xvn e l’inizio del xvm secolo, la grande mutazione in quest’area fu proprio costituita dal dissolversi del plurisecolare impero e dal costituirsi di moderni Stati territoriali, spesso attraverso la traumatica transizione della dominazione coloniale.

Di fronte all’aggressività politico-militare delle potenze occidentali, una delle soluzioni che si è per prima prospettata ai membri della Comunità dei Credenti è stata quella di promuovere una riaggregazione politica unitaria, proprio sotto le bandiere di un Islam che si ispirava ai principi originari. La riflessione in questa direzione, iniziata nella seconda metà del xix secolo con la figura di Jamal ad-Din al-Afghani, ha portato, attraverso crisi e biforcazioni, sia al riformismo islamico di Muhammad ‘Abduh che ai moderni movimenti islamici radicali. Un’altra soluzione, cronologicamente posteriore, era invece rappresentata dall’accettazione dell’ideologia nazionalista, che si declinava, secondo le varie possibili identità culturali, in nazionalismo turco, arabo, kurdo, armeno. La spinta definitiva a questa soluzione fu data dal tentativo dei Giovani Turchi di trasformare l’Impero Ottomano in uno Stato nazionale turco. Proprio questo evento tolse ogni remora ai nazionalisti arabi, che, almeno nella loro componente musulmana, non potevano agire contro l’Impero quando questo rappresentava la difesa della umma contro l’Occidente. Dopo che l’Impero si era ridefinito in termini nazionali, al contrario, non c’era più alcuna ragione per mantenere una solidarietà con una dominazione percepita sempre più come oppressiva ed estranea. Per le stesse ragioni, anche nel Kurdistan ottomano il 1908 e gli anni seguenti segnarono l’inizio della costruzione di una coscienza etnica e di un movimento nazionalista (McDowall 1996, 87 sgg.). Questa coscienza non ha però avuto modo di dispiegarsi appieno perché, com’è noto, i Kurdi si sono trovati separati in cinque Stati diversi dopo la fine del processo di decolonizzazione: Turchia, Siria, Iraq, Iran e Unione Sovietica, mentre durante gran parte della loro storia più recente, fino al xix secolo, gli emirati kurdi si erano trovati ad agire in due grandi imperi multiculturali del Medio Oriente, l’Impero Ottomano e l’Impero Persiano, sotto i Safavidi e i Qajar, e spesso nell’area di confine tra questi grandi imperi.

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Stefania Marzocchi,

Rodolfo Ragionieri,
Carlo Simon-Belli

La Questione Kurda

Franco Angeli

FrancoAngeli s.r.l.
CeMiSS - Centro militare di studi strategici
La Questione Kurda
Scenari per un popolo senza Stato
Stefania Marzocchi,
Rodolfo Ragionieri,
Carlo Simon-Belli

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Il Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) è l’organismo che gestisce nell ambito e per conto del Ministero della Difesa, la ricerca su temi di carattere strategico. Fondato nel 1987 con Decreto del Ministro della Difesa, il CeMiSS svolge la propria opera avvalendosi di esperti civili e militari, italiani ed esteri, che sono lasciati completamente liberi di esprimere il proprio pensiero sugli argomenti trattati.
Quanto contenuto negli studi pubblicati riflette quindi esclusivamente 1 opinione del Gruppo di Ricerca e non quello del Ministero della Difesa

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