Pirtûkxaneya dîjîtal a kurdî (BNK)
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Verso il tramonto


Nivîskar : Yusuf Yesilöz
Weşan : Giovanni Tranchida Editore Tarîx & Cîh : 1999, Milano
Pêşgotin : Rûpel : 176
Wergêr : Claudia ZonghettiISBN :
Ziman : ÎtalîEbad : 135x210 mm
Hejmara FIKP : Liv. Ita. Yes. Ver. N°7562Mijar : Wêje

Verso il tramonto

Verso il tramonto

Yusuf Yeshilöz


Giovanni Tranchida Editore


Haso e Fate sono marito e mo- glie e hanno due figli. Haso fa il pastore, e un giorrto si trova a dividere pane e companatico con dei ribelii curdi rifugia- tisi sulle montagne per sfuggire ai soldati turchi. Il suo gesto non sfugge alle guardie del paese, che lo convocano e lo malmenano. A nulla valgono le rimo- stranze dell'aga per cui Haso lavora, che tenta di spiegare che le azioni di Haso non erano dettate dalla comunanza di ideali sovversivi, quanto da puro senso dell'ospitalita. Dopo lunghe torture Haso viene rilasdato e toma a casa, ma di li a poco prende la sua dedsione: andra sulle montagne e si unira ai ribelii. Da questo momento Haso sparisce, e al centro dell'attenzione si sposta Fate, la moglie. Le ire dei soldati si riversano allora su di lei, che viene convocata e interrogata e ancora convocata e maltrattata. A questo punto e il padre di Haso che dedde che la donna non avra mai pace e che Tunica soluzione e farla partire per la Germania, dove degli amid si prenderanno cura di lei e dei suoi figli. E lui che si adopera a tai proposito e con Taiuto di un amico riesce nell'intento: la nuora e i nipotini partono verso Occidente, verso la terra dove tramonta il sole.
......
Yusuf Yeshiloz e nato nel 1964 in un villaggio curdo dell'Anatolia cen- trale dove ha trascorso l'infanzia. Fino a sette anni non conosceva una parola di turco, ma e stato costretto a impararlo per poter seguire le lezioni a scuola.
Per il suo impegno per l'identita curda in Turchia, nel 1987 e costretto a fuggire in Svizzera, dove ha imparato il tedesco e dove, nel 1995, ha preso la dttadinanza. In esilio e diventato libraio, editore per la Araratverlag che pubblica testi di lettera- tura turca e curda, e traduttore.


Indice

Verso il Tramonto

Capitolo 1 / 9
Capitolo 2 / 20
Capitolo 3 / 26
Capitolo 4 / 30
Capitolo 5 / 33
Capitolo 6 / 39
Capitolo 7 / 42
Capitolo 8 / 49
Capitolo 9 / 53
Capitolo 10 / 64
Capitolo 11 / 72
Capitolo 12 / 83
Capitolo 13 / 95
Capitolo 14 / 106
Capitolo 15 / 116
Capitolo 16 / 129
Capitolo 17 / 10
Capitolo 18 / 10 / 149
Capitolo 19 / 162

Glossario / 171


VERSO IL TRAMONTO

Capitolo 1

L'Eufrate riempie di suoni il villaggio di Qaldiran. Qaldiran sorge sulle rive dell'Eufrate e si estende per molte migliaia di ettari di campi. La mattina chi attraversa il villaggio viene accolto dai trilli di risa delle donne che fanno il buCato lungo il flume, dagli schiamazzi dei bambini che giocano, dalle campa- nelle delle greggi che verso mezzogiomo vengono portate a dissetarsi all'Eufrate, dai fischi dei pastori e dall'incontenibile bellezza del sole del mattino. Abbeverate le pecore, i pastori le riconducono all'o- vile e, finito di occuparsi delle greggi, si recano a casa dell'aga,* a mangiare bulgur pilav* e pane e a bere çeqilmast,* e alia fine del pasto non resta mai ne un grano di pilav ne un bridolo di formaggio di pecora. Poi bevono del te nero forte come sangue di lepre appena versato. Alla fine si alzano e vanno al villaggio per scoprire che cosa e accaduto il giomo piima. Passano di casa in casa e si informano sulle piccole cose: quanto grano, orzo e segala hanno rac- colto i vicini, quanti agnelli hanno venduto e a quanto, chi e morto o chi si e sposato.

Quietata la loro curiosita, i pastori tomano a casa dell'aga, bevono ^eqilmast e si riposano al fresco dell'ombra. Poi, quando il sole e alia mas- sima altezza e annuncia il mezzogiomo, portano al recinto le pecore, che amano il caldo. Donne e uomini in abiti da lavoro le aspettano all'ombra per mungerle, e intanto scherzano tra loro. Aiutati da ragazzini alti appena quanto i loro bastoni, i pastori conducono le greggi al recinto e badano a che nessuna sfugga alia mungitura.

A Beko del villaggio di (laldiran, che aveva pos- seduto molte greggi dalle splendide campanelle, era rimasto un unico gregge. Ne aveva sempre avute almeno cinque o sei, ognuno di cinquecento pecore bianche e pezzate. Le capre non le conside- rava una sua proprieta, non gli piacevano. Per ogni gregge di pecore, pero, i pastori erano soliti tenere una decina di capre che le guidassero nella calura e, volente o nolente, Beko doveva rasse- gnarsi. C'erano stati tempi in cui aveva avuto a lavorare per lui anche quaranta persone. Quando, al sole di mezzogiomo, pastori e greggi si raduna- vano a riposarsi all'ombra, i possedimenti di Beko sembravano sterminati, quasi quanto un'azienda statale. Verso mezzogiomo per i pastori e i loro aiuti era ora di pranzo, e la casa di Beko si riem- piva di gente che mangiava pilav e beveva yogurt annacquato. Beko si sedeva con i pastori piu anziani ed esperti, che conoscevano le pecore meglio del veterinario del distretto, e conversava con loro delle sue greggi. Ogni giomo si cucinava pilav per quaranta persone, ma con poco burro, cosa di cui i pastori non mancavano di lamentarsi. Quel pilav era tanto cattivo, si dicevano l'un l'altro, che nessuno avrebbe mai pensato che era fatto col grano. Allora, per indurli a mangiare, Beko attaccava a lodare il cibo e la moglie Aishe che l'aveva fatto tanto buono, saporito e abbon- dante: «Prendete, su, dove la trovate un'altra che cucini cosi!» E ai pastori e ai loro aiutanti non restava che ingurgitare quel pilav scondito. Ogni volta che Beko entrava o usciva da una stanza, i pastori piu giovani si alzavano e incrociavano le mani davanti alia panda in segno di rispetto.

A mungere le pecore arrivavano ogni tanto anche le donne dei villaggi vicini. Il loro compenso era un secchio di latte che non ne conteneva piu di un paio di litri. Quando l'ombra panciuta di Beko non era nei paraggi, perd, la moglie Aishe dava a quelle donne vestite di mille colori e di mille fogge diverse, un secchio e mezzo di latte, se non due. Sapendo di questa abitudine di Aishe, le donne si tenevano il piu possibile occupate finche Beko scompariva dalla loro vista. Ricevuto che avevano il latte, riprendevano la via di casa scherzando e cantando. Vi giungevano che il latte si era scaldato ai raggi del sole, lo versavano in un otre di pelle di capra e ne toglievano il burro. Quel che restava sarebbe diventato formaggio per il freddo invemo che era alle porte.

Quando si cominciarono a importare dall'estero trattori e macchine agricole, Beko mostro scarso ...


Yusuf Yeshiloz

Verso il tramonto

Giovanni Tranchida

Giovanni Tranchida Editore
Verso il tramonto
Yusuf Yeshiloz
traduzione dal tedesco di
Claudia Zonghetti

Titolo originate:
Reise in die Abendddmmerung
© Copyright 1998 by Rotpunktverlag, Zurich
© Copyright 1999
Giovanni Tranchida Editore
I - 20124 Milano - Via Spalato, 11 / 2
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Graphic design by Peter Crisell 

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