La bibliothèque numérique kurde (BNK)
Retour au resultats
Imprimer cette page

Turchia in Europa - Rompere il circolo vizioso


Auteur : Albert Rohan
Éditeur : Commission Indépendante Date & Lieu : 2009, İstanbul
Préface : Pages : 32
Traduction : ISBN : 978-605-5659-06
Langue : ItalienFormat : 347x240 mm
Thème : Politique

Présentation
Table des Matières Introduction Identité PDF
Turchia in Europa - Rompere il circolo vizioso


Turchia in Europa - Rompere il circolo vizioso -

Secondo rapporto della Commissione Indipendente sulla Turchia
Settembre 2009

Il processo di adesione della Turchia all’UE sta subendo una brusca frenata? L’aperta opposizione a questa adesione da parte di alcuni leader europei ha causato il rallentamento del processo di riforma della Turchia negli ultimi anni, o si è trattato piuttosto di una mancanza di determinazione da parte del governo di Ankara? Esiste un pericolo di “islamizzazione strisciante” nella società turca? Quante possibilità ci sono di risolvere la questione curda, il problema di Cipro e le divergenze con l’Armenia? Il nuovo importante ruolo geopolitico della Turchia nella regione può rappresentare una risorsa per l’Unione europea?

A queste e ad altre domande viene data una risposta nel presente rapporto della Commissione Indipendente sulla Turchia. La Commissione Indipendente è composta di autorevoli esponenti politici europei, allo scopo di analizzare alcuni degli aspetti più urgenti dell’adesione della Turchia all’Unione europea. Il primo rapporto La Turchia in Europa: Più che una promessa? è stato pubblicato nel settembre 2004.


Introduzione

La Commissione Indipendente sulla Turchia è stata costituita a marzo 2004 da un gruppo di esponenti europei profondamente interessati e impegnati nel processo di integrazione, che avevano ricoperto precedentemente importanti cariche pubbliche e che desideravano contribuire ad un dibattito più obiettivo e razionale sull’ingresso della Turchia nell’Unione europea.

Nel suo primo rapporto, Turchia in Europa: Più che una promessa? pubblicato a settembre 2004, la Commissione Indipendente ha esaminato la lunga storia della convergenza della Turchia con l’Europa, nonché le principali opportunità e sfide associate alla possibile adesione della Turchia all’UE. Il rapporto concludeva che i negoziati di adesione dovevano essere avviati subito dopo l’adempimento da parte della Turchia dei criteri di Copenaghen. Negli ultimi decenni, la vocazione europea della Turchia e la sua ammissibilità ad entrare nell’UE sono state riconfermate a più riprese dai governi europei; ulteriori ritardi sarebbero stati considerati come una deliberata violazione degli impegni assunti, e avrebbero seriamente danneggiato la credibilità dell’Unione. Inoltre, se è vero che l’ingresso di un paese con le dimensioni e le caratteristiche specifiche della Turchia comporterebbe senza dubbio notevoli sfide per l’UE, è altrettanto vero che, secondo il rapporto, queste sfide erano lungi dall’essere insormontabili. D’altra parte, l’entrata di una Turchia moderna, democratica e trasformata, un paese in una posizione geostrategica unica con un grande potenziale economico e una forza lavoro giovane e dinamica, offrirebbe notevoli vantaggi all’Unione europea.

La Commissione Indipendente ha accolto con favore la decisione del Consiglio europeo di dicembre 2004 di intavolare i negoziati di adesione con la Turchia e di avviare le trattative a ottobre 2005. Purtroppo, da allora, l’atteggiamento negativo da parte di leader politici europei, e la sempre maggiore esitazione da parte dell’opinione pubblica europea sulla possibilità di un ulteriore allargamento, hanno dato alla Turchia l’impressione di non essere ben accetta, anche in caso di adempimento di tutte le condizioni di adesione. Inoltre, il processo stesso è stato ostacolato da un vero e proprio blocco di oltre la metà dei capitoli di negoziato. In Turchia sono andati così attenuandosi il processo di adesione all’UE e quello di attuazione di riforme difficili e talvolta costose. Una situazione aggravata da difficoltà politiche interne; il Partito per la giustizia e lo sviluppo (AKP) al governo ha dovuto, infatti, affrontare le forti pressioni di euroscettici turchi, che hanno ripreso vigore e che, parzialmente dietro il pretesto di difendere i principi secolari da una presunta avanzata dell’Islamismo, hanno cercato di ritardare l’attuazione di riforme politiche e sociali necessarie per l’adesione all’UE. Tale mancanza di riforme, a sua volta, ha aumentato l’opposizione europea all’ingresso della Turchia. Il sentirsi esclusi ha ulteriormente demoralizzato i riformatori turchi. Tutto questo ha innescato un inevitabile circolo vizioso.

Adesso, questo circolo vizioso sta compromettendo gli importanti risultati ottenuti nell’ultimo decennio, ispirati dalla convergenza della Turchia con l’UE. In particolare, si sono interrotti i progressi in materia di rafforzamento della democrazia, di consolidamento del rispetto dei diritti umani e di costruzione di una società civile, libera e in fermento. L’economia turca, pur dinamica, ha subito un rallentamento, aggravato dalla crisi economica globale. In calo anche gli investimenti esteri diretti, che erano nettamente aumentati dopo l’avvio delle trattative. Tuttavia, il nuovo carisma e la prosperità della Turchia hanno reso questo paese sempre più attraente per i paesi vicini; la sua politica regionale proattiva ha dimostrato che una Turchia inserita nel contesto UE può proiettare stabilità nelle aree instabili dei vicini paesi del Caucaso e del Medio Oriente.

Questo è il background del presente rapporto, in cui la Commissione Indipendente analizza gli sviluppi nell’UE e in Turchia dall’avvio dei negoziati, nonché altre questioni importanti per il processo di adesione della Turchia.

Come nel primo rapporto del 2004, la presente pubblicazione della Commissione Indipendente rappresenta le opinioni personalidei suoi membri e non intende duplicare l’imminente rapporto di valutazione annuale della Commissione europea.

Infine, è con grande tristezza che la Commissione Indipendente sulla Turchia ricorda la prematura scomparsa, nel 2008, del suo membro Bronisław Geremek, ex Ministro degli Affari Esteri della Polonia. Il suo contributo è stato profondamente apprezzato e fondamentale nell’opera svolta dalla Commissione Indipendente.




Fondation-Institut kurde de Paris © 2021
BIBLIOTHEQUE
Informations pratiques
Informations légales
PROJET
Historique
Partenaires
LISTE
Thèmes
Auteurs
Éditeurs
Langues
Revues